Tuesday, October 25, 2005

leopardi: il sogno

1 Era il mattino, e tra le chiuse imposte
2 per lo balcone insinuava il sole
3 nella mia cieca stanza il primo albore;
4 quando in sul tempo che piú leve il sonno
5 e piú soave le pupille adombra,
6 stettemi allato e riguardommi in viso
7 il simulacro di colei che amore
8 prima insegnommi, e poi lasciommi in pianto.
9 Morta non mi parea, ma trista, e quale
10 degl’infelici è la sembianza. Al capo
11 appressommi la destra, e sospirando,
12 vivi, mi disse, e ricordanza alcuna
13 serbi di noi? Donde, risposi, e come
14 vieni, o cara beltà? Quanto, deh quanto
15 di te mi dolse e duol: né mi credea
16 che risaper tu lo dovessi; e questo
17 facea piú sconsolato il dolor mio.
18 Ma sei tu per lasciarmi un’altra volta?
19 Io n’ho gran tema. Or dimmi, e che t’avvenne?
20 Sei tu quella di prima? E che ti strugge
21 internamente? Obblivione ingombra
22 i tuoi pensieri, e gli avviluppa il sonno;
23 disse colei. Son morta, e mi vedesti
24 l’ultima volta, or son piú lune. Immensa
25 doglia m’oppresse a queste voci il petto.
26 Ella seguí: nel fior degli anni estinta,
27 quand’è il viver piú dolce, e pria che il core
28 certo si renda com’è tutta indarno
29 l’umana speme. A desiar colei
30 che d’ogni affanno il tragge, ha poco andare
31 l’egro mortal; ma sconsolata arriva
32 la morte ai giovanetti, e duro è il fato
33 di quella speme che sotterra è spenta.
34 Vano è saper quel che natura asconde
35 agl’inesperti della vita, e molto
36 all’immatura sapienza il cieco
37 dolor prevale. Oh sfortunata, oh cara,
38 taci, taci, diss’io, che tu mi schianti
39 con questi detti il cor. Dunque sei morta,
40 o mia diletta, ed io son vivo, ed era
41 pur fisso in ciel che quei sudori estremi
42 cotesta cara e tenerella salma
43 provar dovesse, a me restasse intera
44 questa misera spoglia? Oh quante volte
45 in ripensar che piú non vivi, e mai
46 non avverrà ch’io ti ritrovi al mondo,
47 creder nol posso. Ahi ahi, che cosa è questa
48 che morte s’addimanda? Oggi per prova
49 intenderlo potessi, e il capo inerme
50 agli atroci del fato odii sottrarre.
51 Giovane son, ma si consuma e perde
52 la giovanezza mia come vecchiezza;
53 la qual pavento, e pur m’è lunge assai.
54 Ma poco da vecchiezza si discorda
55 il fior dell’età mia. Nascemmo al pianto,
56 disse, ambedue; felicità non rise
57 al viver nostro; e dilettossi il cielo
58 de’ nostri affanni. Or se di pianto il ciglio,
59 soggiunsi, e di pallor velato il viso
60 per la tua dipartita, e se d’angoscia
61 porto gravido il cor; dimmi: d’amore
62 favilla alcuna, o di pietà, giammai
63 verso il misero amante il cor t’assalse
64 mentre vivesti? Io disperando allora
65 e sperando traea le notti e i giorni;
66 oggi nel vano dubitar si stanca
67 la mente mia. Che se una volta sola
68 dolor ti strinse di mia negra vita,
69 non mel celar, ti prego, e mi soccorra
70 la rimembranza or che il futuro è tolto
71 ai nostri giorni. E quella: ti conforta,
72 o sventurato. Io di pietade avara
73 non ti fui mentre vissi, ed or non sono,
74 che fui misera anch’io. Non far querela
75 di questa infelicissima fanciulla.
76 Per le sventure nostre, e per l’amore
77 che mi strugge, esclamai; per lo diletto
78 nome di giovanezza e la perduta
79 speme dei nostri dí, concedi, o cara,
80 che la tua destra io tocchi. Ed ella, in atto
81 soave e tristo, la porgeva. Or mentre
82 di baci la ricopro, e d’affannosa
83 dolcezza palpitando all’anelante
84 seno la stringo, di sudore il volto
85 ferveva e il petto, nelle fauci stava
86 la voce, al guardo traballava il giorno.
87 Quando colei teneramente affissi
88 gli occhi negli occhi miei, già scordi, o caro,
89 disse, che di beltà son fatta ignuda?
90 E tu d’amore, o sfortunato, indarno
91 ti scaldi e fremi. Or finalmente addio.
92 Nostre misere menti e nostre salme
93 son disgiunte in eterno. A me non vivi
94 e mai piú non vivrai: già ruppe il fato
95 la fe che mi giurasti. Allor d’angoscia
96 gridar volendo, e spasimando, e pregne
97 di sconsolato pianto le pupille,
98 dal sonno mi disciolsi. Ella negli occhi
99 pur mi restava, e nell’incerto raggio
100 del Sol vederla io mi credeva ancora.